Frange e Macramè

 

 

 

Supporto, per tenere tesi i fili che tengono orizzontalmente i nodi d’inizio, e la tensione della lavorazione

 

 

 

 

Spolette o fuselli per il macramé*

 

 

 

 

 

Proposta suggerita dalla rivista di moda Godey's Lady's Book and Magazine, Vol. 96 (Febbraio 1878)

 

Oggi, sfilare il tessuto, farne delle frange e poi annodarle con vera maestria, è una vera arte. Sfrangiare il tessuto era comunque una cosa usuale molti e molti secoli addietro, basti pensare che i Babilonesi nel XVIII secolo a. C. adottavano le frange nei loro abiti. Una pittura murale scoperta a Mari, rappresenta l’investitura di un re o principe: l’abito è guarnito da uno scialle con una frangia dalle tinte vivacissime. Anche gli Assiri continuarono ad adottare questo scialle frangiato, lo possiamo vedere nei vari bassorilievi, rimasti a noi attraverso i musei.

 

 

Sovrano e guerriero assiro

 

Sargon II e un dignitario. Bassorilievo di una parete del palazzo del sovrano a Dur Sharrukin in Assiria (ora Khorsabad in Iraq), 716–713 a.C, Museo del Louvre, Parigi

 

I  Persiani furono il primo popolo ad introdurre i pantaloni lunghi e in un bassorilievo del IV secolo a. C. si può notare come nei fianchi del pantalone in senso verticale, c’è  tutta una lunga frangia.

L’arte dei nodi, che attualmente è sparsa in vari paesi di tutto il mondo, sembra essere arrivata a noi dall’Arabia tra il XIV e XV secolo. Tramite gli scambi commerciali con l’oriente arrivò in Liguria dove ancora ci si dedica con grande amore. Macramè deriva dall’arabo mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione), da cui vengono anche i termini turchi-ottomani mahrama e makrama (asciugamano o fazzoletto da capo con decorazione ricamata o tessuta). Più che l’invenzione, al mondo arabo si devono probabilmente certe sue applicazioni, la terminologia e, soprattutto, la sua diffusione nell’area del Mediterrerraneo.

 

 

 

Rappresentazione di un bordo a macramé, tardo XVI secolo, Italia°

 

Frammento di bordo macramè proveniente dalla Germania, XVIII secolo, credit Roger Fund 1909, Metropolitan Museum of Art, New York

 

Tessuto ricamato intagliato e macramè, Italia XVI secolo, Gift of Mrs. J. Boorman Johnstone, 1906, Metropolitan Museum of Art, New York

 

 

Merletto ad intaglio, ricamo e macramè, XVII secolo, Italia

Donato da Mrs. Albert Blum, 1953

Metropolitan Museum of Art, New York

 

 

Particolare ingrandito

 

 

 

 

 

Presto questo tipo di merletto, applicato alla biancheria della casa, diventa uno degli elementi qualificati del corredo delle famiglie agiate genovesi e rivierasche, custodito gelosamente nei bauli, esibito in pubblico solo nelle grandi occasioni, citato negli elenchi degli oggetti lasciati in eredità alle nuove generazioni. Questo "pizzo" importante è intrecciato a mano, seguendo schemi e tecniche tramandate da secoli, richiede un lavoro certosino e paziente tale da permetterne soltanto una piccola produzione altamente artigianale.

Macramè sul tombolo

In Italia ci sono delle zone caratteristiche dove ci si dedica al macramè: Sardegna e Liguria sono le due regioni dove tale arte si è diffusa e dove le donne annodano con maestria disegni sempre innovativi, senza dimenticare la tradizione. Seguendo quindi queste tracce antiche utilizzando il tessuto di lino ancora prodotto a Lorsica con gli originali telai ottocenteschi della ditta De Martini, intrecciato e annodato a mano dalla signora M.Teresa Delle Piane.

 

 

 

  Verona  

 

Rita Sciamanna di Verona, appassionata di tutti i tipi di ricamo e merletto, in special modo tombolo e macramè, mi ha permesso di pubblicare un pensiero sulle sensazioni che si provano intrecciando questi magici fili.

 

“Il sottofondo musicale dei fuselli è la mia primaria passione da sempre, la curiosità mi ha avvicinata al macramè creandone un’altra. Entrambi sono trasformazioni di fili secondo il proprio stato d’animo, sia ricopiandone i motivi sia inventandone di nuovi. Sempre comunque emozioni diverse poiché i fili che possono attraverso le mani, tante…tantissime volte, sembrano essere plasmati dalle stesse, scaldati, ammorbiditi quasi a cambiare il loro aspetto e la loro freddezza iniziale, diventando più lucenti, più caldi, più morbidi.

Il fusello delicato al tatto e dolce al suono quasi ritmico, il macramè dal filo più ruvido ma ovattato, ti costringe a pensare su ciò che stai realizzando, con “varietà”. Stai creando e pur rilassandoti ti ricarica, pur abbandonandoti a questa forma di narcisismo ti inebria l’anima e ancora di più quando si trasmettono le proprie esperienze manuali ad altri, poiché si ricreano vortici emotivi più gratificanti.”

Le mie insegnanti di macramè artistico sono state Tonello Luisa  che a sua volta è stata allieva di Elena Venzi di Chiavari.

 

Ecco alcuni deliziosi esemplari di macramè realizzati da Rita:

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

Particolari ingranditi dei motivi soprastanti

 

 

 

 

Macramè per preziose bomboniere

Gabriella Moratto e Morandini Vittoria, allieve di Rita Sciamanna

 

 

Vicenza

 

Elda Ferrena da Vicenza aveva appreso questa arte dalle zie, quando era ancora bambina. Osservava con i suoi occhi attenti tutte le tecniche del ricamo e dell’intreccio dei nodi e ricorda ancora con amore la zia Anna, chiamata Cia Anna, che morì all’età di 99 anni ed ancora lavorava all’uncinetto. Oltre al macramè Elda realizza dei  ricami che sembrano dipinti, pennellate di filo sul tessuto: disegni realizzati attraverso una ricerca del colore e del chiaro- scuro, con la sua delicata fantasia, esperienza e capacità interpretativa.

 

Le mani di Elda Ferrena, mentre  realizza un bordo a macramè

 

A Castelgomberto in provincia di Vicenza, presso Palazzo Barbaran troviamo un museo dedicato al macramè.

 

 Sicilia

 

 

 

 

    

Patrizia Ganci di  S.Stefano di Quisquina (Agrigento) scoprì la  passione per le arti creative che la spinse a fare sue le esperienze della nonna materna e della zia, abili lavoratrici del telaio e dei nodi del macramè. Col passare degli anni ha affinato la sua tecnica sfruttando l'arte dei nodi non solo per la realizzazione di frange, ma anche per creare bracciali, collane e fiori. Ecco alcuni campionari di macramé:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Romania

Anche in Romania si fa il Macramè, un tempo veniva chiamato “ lacette” dal francese, e durante il XIX secolo macramé. Le donne rumene si procuravano il filato dalla Turchia dove veniva eseguito anche questo tipo di merletto, attualmente anche in Turchia il filato è meno pregiato di un tempo.

America

Disegno della fabbrica americana dei fratelli Barbour dove si produceva il filo di lino per il macramé. Nel 1878 è stato edito un libro della Barbour Company

The Imperial Macramé Lace Book”

Libri on line

Beeton's book, 1800

https://archive.org/details/BeetonRed/page/n287/mode/2up?q=macram%C3%A8

A graded course in cord, raffia, lacer work and sewing for elementary schools, Earl Anita Mills

https://archive.org/details/gradedcourseinco00earl/page/n11/mode/

Florence home needle-work, Nonotuck Silk Company, 1891

https://archive.org/details/MAB.31962000794846Images/page/n41/mode/

Sylvia's book of macramé lace, 1890

https://archive.org/details/sylviasbookofmac00lond/mode/

macramè Therese de Dillmont

https://www2.cs.arizona.edu/patterns/weaving/topic_macrame.html

 

Curiosità

·        Il cantautore Ivano Fossati nel 1996 ha realizzato un nuovo album intitolato “ Macramé”.

 

·        A Savona c’è una libreria di nome “ Macramé”.

 

·        L’azienda “Emporio” ha prodotto una mensola portalibri e l’ha chiamata “ Macramé”.

 

·        “Macramè”. Trame e ritagli dell’urbanistica è la rivista del Dottorato in Progettazione Urbanistica e Territoriale dell’Università di Firenze. Il primo numero è uscito nel 2007.

 

·        § Dalla collezione di merletti dell’Americana Marian Powys

°Macrame Lace, Cook, Clarence. Scribner's Monthly, Vol. 15 (1878),

I testi e le foto sono dell’autrice

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